Andrea Benini è artista orientato a riportare sulla tela i simboli tecnici e scientifici dei cordoni DNA, delle formule chimiche, dei circuiti elettrici e altro similare. …Coniugazione armonicamente raggiunta nella visione di una Verona fluviale abbracciata ai suoi ponti, affacciata con le sue torri e campanili ad una spuma d’acqua fatta dei gorghi di un intrico organico venoso e arterioso, liberata nella silouette di una fanciulla svettante su un passo di danza vittorioso sulla malattia.
Ma la cartina di tornasole per la verifica e la capacità di Benini a far convivere nell’immagine pittorica scienza e arte si snoda nella mostra allestita in contemporanea al convegno. Si ritrovano qui gli elementi semantici di argomento scientifico come eliche DNA con i loro recettori dalle forme geometriche quali punti, triangoli, spirali, mezzelune, piccoli soli uncinati. Numerosi appaiono anche i riferimenti al mondo della genetica con la centralità di un punto di fuga da cui si irradiano le mille volute della vita nel ventaglio dei rosa tiepidi, dei verdi serpentini, degli azzurri color pioggia.
In quadri più recenti si inseriscono anche forme architettoniche affiorate da ricordi di viaggio, ma sempre mulinanti fra simboli molecolari e campi di energia che si trasformano in giardini siderali e in atmosfere incorporee. Ma costantemente ogni opera comunica un senso di vertigine, un’attesa risposta a cui forse nemmeno la scienza può dare certezze.
Vera Meneguzzo